yoga e rabbia. riconoscerla gestirla

Yoga e Rabbia: riconoscere, accettare e gestire questa emozione

yoga e rabbia. riconoscere e gestire le emozioni

Lo Yoga può essere un grande alleato nella gestione della rabbia. Ma cos’è la rabbia?

La rabbia, è un’ emozione con cui abbiamo a che fare tutti in maniera giornaliera e che si presenta sotto molte forme, la rabbia fa parte di quelle emozioni che a volte paradossalmente il praticante di yoga o il praticante spirituale  fatica ad accettare, o meglio  fatica ad accettare il fatto che nonostante l’impegno la rabbia non  “sparisca” del tutto,  questo crea quindi un grande malinteso per chi intraprende un percorso come quello con lo yoga e la meditazione.

La rabbia è un’ emozione, ed in quanto tale ha tutto il diritto di esistere, provare rabbia a volte è sano, il problema è come d quando la manifestiamo.

La rabbia ha molte facce,  si può presentare come  frustrazione, gelosia,  risentimento,  polemica, giudizio eccessivo e criticismo non solo come odio o furia cieca.

Chi si avvicina ad una pratica Yoga profonda e consapevole, non tarda a sentire i benefici globali di questa esperienza tra cui, una migliore gestione della rabbia e un maggiore rilassamento generale. Uno degli esercizi migliori infatti per ridurre l’eccesso  o il ristagno di questa emozione consiste nella pratica degli asana, che sono in grado di muovere l’energia e ripristinare l’equilibrio sciogliendo i blocchi fisici e di conseguenza emotivi.

La rabbia è come le altre energie, nasce, cresce e poi si dissipa, spetta a noi essere in grado di lasciarla andare e non nutrirla per lasciare che fluisca, che ci attraversi solamente, e magari col tempo con intensità sempre minore.

La rabbia tra le emozioni è la più forte, la più carica e proprio per questo può essere la più distruttiva, ma se saputa metabolizzare e reindirizzare è al tempo stesso una incredibile forza creatrice.

Non a caso in  medicina cinese, dove la Collera è una delle sette emozioni (o sentimenti), essa si colloca nella loggia del Legno la cui energia viene manifestata attraverso grande creatività, immaginazione e spiritualità e solo quando in squilibrio diventa collera e rabbia. Gli organi interessati sono Fegato e Vescica Biliare ( si pensi alle espressioni come “mangiarsi il fegato” o “bilioso” per indicare qualcuno veramente arrabbiato).

L’elemento legno si associa alla primavera, quindi all’inizio di ogni cosa, forza generatrice.

Per l’Ayurveda e lo yoga  invece la rabbia è una caratteristica che coinvolge il fuoco e la costituzione Pitta, si tenderà quindi a trattare lo squilibrio  potenziando il suo opposto ovvero l’elemento acqua e in generale con pratiche rinfrescanti o con una dieta appropriata.

Sia nella medicina cinese che nell’ayurvedica, l’organo colpito è per di più il fegato, per cui si consiglia una regolare depurazione soprattutto attraverso una dieta appropriata e l’eliminazione di cibi dannosi.

Alcune tecniche yoga che possono venirci incontro per imparare a gestire uno squilibrio di rabbia sono come detto in precedenza alcuni asana, alcune tecniche di pranayama e mudra specifiche, la meditazione e in generale una pratica lenta e consapevole, dove l’osservazione del corpo e delle sensazioni porta allo sblocco,  all’accettazione e talvolta alla dissipazione di un’aspetto negativo lasciato da un’ emozione in eccesso o in difetto.

Il ristagno della rabbia dovuta al tentativo di soppressione da parte nostra  è dannoso tanto quanto l’eccesso, anzi talvolta di più perché  tale energia non viene liberata all’esterno ma esercita un’incredibile  pressione al nostro interno.

Con la pratica yoga si può agire con  asana in torsione o che in ogni caso lavorino sull’addome dove risiede Agni il nostro fuoco digestivo e gli organi interni tra cui appunto il fegato che viene aiutato nella sua purificazione da queste posizioni( es.trikonasana, parivrtta trikonasana, parivrtta janu sirsasana,ardha matsyendrasana, supta matsyendrasana). Anche i piegamenti in avanti sono indicati in quanto hanno grande capacità calmante ( es.paschimottanasana, janu sirsasana, hastapada baddha asana).

Per quanto riguarda le mudra con il corpo ancora un piegamento in avanti che favorisce introspezione e calma  (yoga Mudra) con le mani invece si  lavora per abbassare l’elemento fuoco (Shankh mudra) o per potenziare l’acqua (Matsya mudra).

Pranayama indicati sono sia quelli rinfrescanti (sitali e sitkari) che quelli calmanti (bhramari e Ujjayi).

Personalmente trovo che  provare rabbia o manifestare una sana aggressività a volte sia giusto, soprattutto di fronte alle ingiustizie o quando qualcuno dei nostri diritti viene calpestato, questo contribuisce sicuramente a combattere abusi e iniquità sociali.

Non intendo naturalmente i casi in cui ci si lascia andare ad una furia cieca,  ad uno spropositato scoppio di ira o all’uso della violenza, ma sostengo che sia sano  essere capaci di far valere i propri diritti e quelli degli altri esseri viventi, così come essere in grado di potersi difendere e  prendere  posizione quando necessario.

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