Alimentazione e Yoga

Quando si parla di alimentazione e benessere non si può fare a meno di attingere dall’antica saggezza orientale che attraverso  lo yoga, l’Ayurveda, la medicina classica cinese, ci fornisce preziosi suggerimenti, visto che in queste antiche pratiche si  incoraggiava l’uso  del cibo come  cura ma soprattutto come prevenzione dalle malattie.

L’antica tradizione yogica e Vedica , classifica i cibi in base alle tre forze o attributi cosmici che plasmano la creazione. Ogni cosa nell’universo incluso il cibo viene influenzata e caratterizzata dalla presenza di queste forze, che forniscono anche al cibo delle qualità precise.  Come si legge  nel libro “Trattamenti yogici e rimedi naturali” di Prabhat Ranjan Sarkar :

“Queste forze o attributi sono: Sattva, la forza senziente  e progressiva, Raja, la forza rajasica o mutativa, e Tama, la forza tamasica o statica.  Il prevalere di queste forze nei vari alimenti determina la loro caratteristica energetica, che una volta ingeriti agisce sul corpo e sulla mente. Il cibo senziente nutre portando calma e chiarezza mentale ed è molto benefico sia per il corpo che per la mente. Il cibo rajasico o ragiasico crea agitazione e irrequietezza stimolando eccessivamente il sistema neuro-endocrino e la mente. Il cibo statico invece crea inerzia fisica,mentale e spirituale, quindi è dannoso, creando difficoltà digestive e abbondanti tossine difficilmente smaltibili”

Cibo Sattvico: i cereali(meglio se integrali), i legumi, frutta, frutta secca, verdure locali e di stagione, alghe, i semi e le noci, il latte e i suoi derivati, le erbe aromatiche in moderata quantità, le medicine omeopatiche e naturali, quello che insomma apporta benessere e armonia al nostro organismo.

Cibo Rajasico: A questa categoria appartengono tutti gli alimenti eccitanti per il sistema nervoso come il caffè, il tè, la cioccolata le bevande gassate, lo zucchero le spezie forti e piccanti in quantità eccessive.

Cibo Tamasico: Ai cibi tamasici, statici, appartengono in primis la carne, compreso il pesce e le uova, i funghi, l’aglio la cipolla, l’alcol, sigarette e droghe.vegetable

Se nella nostra pratica siamo interessati a portare la mente verso più alti livelli, attraverso la meditazione ad esempio, la dieta più adatta a noi sarà una dieta  ricca di alimenti Sattvici ( teniamo tuttavia presente che gli alimenti contengono comunque tutte le qualità e cambiano a volte le loro caratteristiche energetiche se cucinati in un certo modo o  a contatto con un determinato clima).

Molti cibi vengono evitati perchè in grado di aumentare molto “il fuoco” gastrico, impegnando così il nostro corpo nella digestione e mantenendo l’energia nella zona bassa del corpo impedendo l’ascesa verso l’alto.

Naturalmente queste sono indicazioni, i praticanti di yoga dovrebbero conoscerle, ma non sono regole inviolabili , lo yoga è un percorso molto personale ognuno lo vive come può e come vuole, non vuol dire che per accostarsi alla pratica si debba partire dal cambio di dieta o da drastiche rinunce, il nostro cammino ci suggerirà in maniera naturale come, quando e se effettuare determinate scelte.

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Da tenere in considerazione, per la scelta vegetariana, oltre ai benefici spirituali e fisici, la questione etica, riguardante Ahimsâ, la non violenza,( uno degli Yama  che ci vengono tramandati dal padre dello yoga Patañjali),  un atteggiamento globale, onnicomprensivo rispetto a ciò che può «ferire l’altro» – l’uomo, l’animale e l’ambiente. Va da sé che l’uccisione di un animale contrasta con questo principio.

 Abbiamo visto che per la  dieta Yogica, il latte  (e i suoi derivati) veniva considerato un alimento Sattvico.

Oggi sappiamo che a causa dell’allevamento industriale basato sulla produzione di massa e l’uso di antibiotici e altri prodotti dannosi, e  per la questione etica dello sfruttamento animale, andrebbero fortemente ridotti o addirittura non consumati nella nostra dieta.

Interessante a riguardo  la campagna animalista  pro vegan che viene portata avanti dalla famosa insegnante di yoga americana Sharon Gannon

La pratica dello yoga non dovrebbe fermarsi al tappetino, ma via via che la nostra consapevolezza cresce, dovrebbe essere in grado di agire se non su tutti, sulla maggior parte degli aspetti della nostra vita.

Dietro la pratica delle Asana, c’è altro, c’è una filosofia che ci aiuta nella nostra evoluzione. Molte persone si accostano alla pratica solo per “fare ginnastica”, soprattutto in quest’ epoca in cui c’è stata una massiccia diffusione dello yoga (almeno di alcuni aspetti) siamo fuorviati dalle immagini di yogi e yogini magri e belli.

In generale quando si parla di benessere compaiono sempre foto di bellissime donne o di muscolosissimi uomini, che ci spingono  a credere che quella sia l’immagine di qualcuno in salute, oppure che quello sia il fine o l’obbiettivo ultimo.

Essere attenti alla propria alimentazione, seguire dei principi salutisti ed etici accostandoli alla propria pratica non significa diventare magrissimi o bellissimi. Significa prendersi cura di sé, senza prendere come riferimento ingannevoli modelli al posto di pensare alla nostra salute e di coltivare il nostro sistema energetico.

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